Sull'autobus, in piedi, la mano stretta ad un palo appiccicoso e lo zaino pesante sulla schiena, fa caldissimo. Seduta di fronte a me una grassa donna sulla quarantina parla al telefono col suo fidanzato/marito, in 20 minuti di viaggio ripete 20 volte la parola "amore". Un ragazzo discute di banalità con una voce effeminata dal forte accento trentino. Una ragazza dai capelli perfetti e dal naso perfetto e dalle unghie perfette digita messaggi sul suo cellulare di un bianco perfetto.
Vorrei aprire il finestrino e lanciarmi fuori.
1 commento:
Potevo essere io quella donna sull'autobus nel 2012....eppure, dopo questi punti di sospensione del tempo, ora ne devo mettere solo uno. E non c'è nessun a capo.
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