Sull'autobus, in piedi, la mano stretta ad un palo appiccicoso e lo zaino pesante sulla schiena, fa caldissimo. Seduta di fronte a me una grassa donna sulla quarantina parla al telefono col suo fidanzato/marito, in 20 minuti di viaggio ripete 20 volte la parola "amore". Un ragazzo discute di banalità con una voce effeminata dal forte accento trentino. Una ragazza dai capelli perfetti e dal naso perfetto e dalle unghie perfette digita messaggi sul suo cellulare di un bianco perfetto.
Vorrei aprire il finestrino e lanciarmi fuori.